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SCULTURE DI GUERRIERI VEGLIANO LA CITTÀ DAI TETTI

7 Novembre 2015
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Equìnox a Lagrange12 compone una triade di opere del cielo, realizzate da Richi Ferrero e commissionate da Building.

Torino, novembre 2015 – Alti, sottili, armati di lance, frecce, dardi, a piedi e a cavallo: così Richi Ferrero ha concepito le vedette di Torino, una serie di sculture luminose che, sporgendosi dai tetti, con la loro luce ridisegnano il profilo della notte.

Al Grande Guerriero, (collezione privata) collocato nel 2006 al piano più alto di uno stabile di corso Matteotti, in estate (giugno 2015) è giunto a dare man forte il Sagittaurus, che veglia sui tetti di Corso Massimo d’Azeglio all’angolo con Corso Vittorio. In questi giorni, sull’attico del palazzo del ‘600, all’angolo tra le vie Lagrange e Giolitti, é stato collocato Equìnox, la terza scultura che si affaccia sospesa tra montagne e collina sulla città che come diceva LeCorbusier ha la migliore posizione naturalistica del mondo.

Una triade di guerrieri veglia la città dai suoi tetti. Li ho concepiti in modo che ciascuna opera, di giorno, si disegni sul cielo della città come un segno di matita su un foglio mentre al tramonto un particolare rivestimento combinandosi con la luce che li veste li restituisce alla visione come se emettessero luce propria- spiega l’artista Richi Ferrero. I miei guerrieri non sono né invasori né conquistatori, ma vedette del territorio mentale

Le opere Sagittaurus e Equìnox sono state commissionata dal Gruppo Building di Piero Boffa, che dopo aver lavorato insieme all’artista per il Giardino Barocco del palazzo The Number 6 di via Alfieri 6, decretata da ArchDaily come “La casa più bella del mondo” premiandola con il Building of the Year 2015, ora ha posato sull’attico di Lagrange12, progetto immobiliare che sarà presto inaugurato, la terza scultura. Mentre Equìnox armato di balestra sembra spiccare con il suo cavallo un salto dai tetti alle nuvole, il Sagittaurus coniuga le figure del guerriero armato di arco e frecce con il Toro, ricordando il popolo dei Taurini, antichi abitanti delle foreste tra i tre fiumi Po, Dora e Stura, dove è poi sorto il presidio romano, primo nucleo della città di Torino.

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